Fabrizio de Andrè – Genova in Musica

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La città di Genova è molto legata e soprattutto grata ai suoi cittadini che hanno contribuito a donarle il lustro e la popolarità che adesso ha, negli anni e nel mondo. È riconoscente a Colombo, ad Andrea Doria, a Renzo Piano, ma anche a Fabrizio De Andrè, il cantautore padre della scuola genovese, che del racconto dei caruggi del centro storico ne ha fatto una discografia che è patrimonio dell’umanità. E così al civico 29 rosso di Via del Campo sorge il Museo di De Andrè, da un vecchio negozio di dischi dove egli stesso ha visto nascere la sua passione per la musica.

Fabrizio De Andrè: un mito e una leggenda tutta genovese

Fabrizio De Andrè

Ha raccontato storie di ribelli, emarginati, prostitute e furfanti. Le sue canzoni sono in realtà vere espressioni di poesia, più che semplici testi. Sfidato da molti e adorato da tanti altri, Fabrizio De Andrè è sempre stato un provocatore, spesso contro il conformismo, che non sopportava. Celebre è l’episodio che non lo vuole presente alle Colombiadi – le celebrazioni del 1992 per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America – per rispetto degli indiani martoriati da quelle spedizioni di conquista.

Un nativo della provincia genovese, De André è nato in una famiglia benestante. Le critiche di suo padre ai fascisti che controllavano l’Italia indussero lui e la sua famiglia a nascondersi ad Asti durante la seconda guerra mondiale. L’esperienza ha lasciato in lui un segno indelebile.

Sebbene tornò a Genova dopo la fine della guerra nel 1945, continuò ad essere attratto da questioni politiche e sociali. Si iscrisse all’università come studente di giurisprudenza, ma De André trovò nella musica una modalità più efficace per esprimere le sue opinioni. Dopo aver studiato violino da bambino, ha trovato la sua identità musicale dopo aver acquisito la sua prima chitarra all’età di 16 anni.

Dopo diversi tentativi in band, iniziò a scrivere le sue canzoni da solista su temi di suicidio, prostituzione e droga. Il suo singolo di debutto, “Nuvole Barocche“, fu pubblicato nel 1958. Ma il suo primo vero successo arrivò con il brano “La Canzone di Marinella“, nel 1965. La sua musica fiorì ma egli rimase solitario e schivo, rifiutando di apparire in televisione e di non esibirsi per il suo primo concerto fino al 18 marzo 1975.

Continuò a mantenere un profilo basso per il resto della sua vita, apparendo raramente in concerto. De André ha attirato l’attenzione internazionale quando è stato rapito, insieme alla sua compagna Dori Ghezzi, nell’agosto 1979 e incarcerato per quattro mesi da criminali sardi, sui monti del Supramonte.

Con la morte di Fabrizio de André per cancro l’11 gennaio 1999, l’Italia perse uno dei suoi migliori e più moderni cantautori.

L’Emporio di Via del Campo 29 rosso – il Museo De Andrè

Via del Campo è uno dei caruggi più noti del centro storico di Genova proprio grazie all’omonimo brano scritto ed interpretato da Fabrizio De Andrè. Questa strada non è casuale, ma è proprio la sede natìa della cosiddetta “scuola genovese” della canzone d’autore, di cui Faber era uno degli esponenti sommi.

Questa scuola aveva un luogo di ritrovo non formale, ma ormai assodato come tale: il negozio di dischi “Musica Gianni Tassio”, del collezionista e amante della musica Tassio, che riuniva nella sua bottega De Andrè e colleghi, disquisiva con loro e lasciava che lo facessero tra di loro, creando di fatto un vero e proprio condensato di ispirazione artistica nelle sue quattro mura. E questo negozio si trovava al n. 29rosso di Via del Campo.

Questo stesso negozio, per iniziativa dello stesso proprietario, divenne – dopo la morte di De Andrè – un vero e proprio luogo di culto e della memoria del genio musicale genovese, e fu allestita una mostra permanente dedicata a Faber. Tra i cimeli esposti vi era la famosissima Esteve 97, la chitarra con cui Faber ruppe la timidezza e riuscì a salire su un palco per la prima volta, la quale fu messa all’asta in favore di Emergency, ma fu ricomprata dalla collettività cittadina genovese chiamata “Via del Campo”, che la riportò al (futuro) museo.

A quel punto, data la notorietà della mostra permanente del negozio, nel 2001 il Comune di Genova decise di rilevare il negozio ed allestirlo totalmente a museo dedicato a De Andrè.

Informazioni utili sul Museo di De Andrè

Il museo è aperto dal giovedì alla domenica 10:30-12:30/15:00-19:00. Lunedì, martedì e mercoledì chiuso.

È possibile usufruire di una visita guidata ogni 1 ° e 3 ° sabato del mese, per vedere il museo e le iconiche vie dei cantautori, con i loro stessi occhi. Prezzi: Adulti € 12,00, 0-12 gratis.

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